Cianci e la vite – contro la banalità della fotografia moderna
Scritto il 11. apr, 2008 da Gianni Marconi in Generale
Quando Cianci, appena conosciuto, mi disse che aveva fatto fotografie sulla vite lambrusca pensai a fotografie mortalmente consuete.
Ora che mi è arrivato l’invito (cianci_presentazione.pdf; cianci_commento.pdf) sono meravigliato di come si possano immaginare cose nuove di soggetti da sempre conosciuti.
Giro a tutti i soci la possibilità di conoscere e visitare la sua mostra, recensita dal prof. Renato Cocchi e apprezzata dal Maestro Vasco Ascolini.

Roberto Depratti
apr 14th, 2008
Sicuramente un appuntamento da non mancare, soprattutto per come l’Autore interpreta soggetti che incrociano la ns. vita abituale. A chi non capita di soffermarsi sui campi delle colline del reggiano, con le tante viti più o meno colorate, a seconda delle tipologie di uve coltivate.
Grazie per la segnalazione.
daniele de marchi
apr 14th, 2008
Chi ama il vino sa che è un pezzo di sole intrappolato dapprma nella vite e poi liberato di nuovo nelle rosse trascoloranze e luminescenza del “dolce licor che soave ei colse”. Il lambrusco è legato a quelle genti e a quella terra che “brusca” di modi ha, come dice Guareschi, “…un cuore grande così…” Credo che la mostra di Cianci possa aiutare a mettere a fuoco lo sguardo di molti su quell’anima dell’uomo che è un po’ nel vino, poiché senza lavoro dell’uomo non c’è vite e quindi neanche vino.