2 commenti a “Cianci e la vite – contro la banalità della fotografia moderna”

  1. Roberto Depratti

    apr 14th, 2008

    Sicuramente un appuntamento da non mancare, soprattutto per come l’Autore interpreta soggetti che incrociano la ns. vita abituale. A chi non capita di soffermarsi sui campi delle colline del reggiano, con le tante viti più o meno colorate, a seconda delle tipologie di uve coltivate.
    Grazie per la segnalazione.

  2. daniele de marchi

    apr 14th, 2008

    Chi ama il vino sa che è un pezzo di sole intrappolato dapprma nella vite e poi liberato di nuovo nelle rosse trascoloranze e luminescenza del “dolce licor che soave ei colse”. Il lambrusco è legato a quelle genti e a quella terra che “brusca” di modi ha, come dice Guareschi, “…un cuore grande così…” Credo che la mostra di Cianci possa aiutare a mettere a fuoco lo sguardo di molti su quell’anima dell’uomo che è un po’ nel vino, poiché senza lavoro dell’uomo non c’è vite e quindi neanche vino.


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